Teatro Marcello

Il Teatro di Marcello (in latino Theatrum Marcelli) è un teatro della Roma antica, tuttora parzialmente conservato. La costruzione del teatro fu iniziata da Giulio Cesare, il quale espropriò per largo tratto la zona demolendo gli edifici esistenti, e completata da Augusto, che dedicò il teatro al nipote Marco Claudio Marcello, figlio della sorella Ottavia. Augusto aveva designato Marcello come erede, dandogli in moglie la propria figlia Giulia, ma il giovane morì prematuramente.

La cavea di forma semicircolare, del diametro di 130 metri, presentava la facciata in travertino con tre ordini sovrapposti come nel Colosseo (dorico, ionico, corinzio), di cui oggi restano i primi due. L'attico al terzo piano, del quale restano poche tracce, si presentava invece a parete continua. Il teatro riflette lo schema del teatro classico romano, in cui la cavea poggia su strutture in muratura e non su un declivio naturale, come nel teatro greco.

La scena del teatro è completamente perduta, ma su una pianta dell'antica città di Roma incisa su lastre di marmo degli inizi del III secolo (Forma Urbis Severiana) è riportata l'originaria struttura decorata da colonne e statue di marmo. Nel 13 a.C. il teatro venne ufficialmente inaugurato con giochi sontuosi e poteva ospitare oltre 15.000 spettatori.

In epoca medievale venne man mano occupato da piccole costruzioni e fu prima trasformato in una vera e propria fortezza e in seguito in residenza nobiliare. La sopraelevazione del palazzo sulle parti ancora in piedi del Teatro di Marcello fu realizzata nei primi anni del XVI secolo dai Savelli, divenuti proprietari, che incaricarono del progetto l'architetto Baldassarre Peruzzi.

Nel 1729 il palazzo fu acquistato da Ferdinando Bernualdo Filippo Orsini d'Aragona, duca di Gravina, i cui discendenti conservano ancora oggi la proprietà di una parte del palazzo.