Palazzo Montecitorio

La storia di Palazzo Montecitorio è alquanto travagliata e ha inizio nel 1653, quando Innocenzo X commissionò a Gian Lorenzo Bernini la realizzazione di una residenza per la nobile famiglia dei Ludovisi. Il Bernini realizzò un edificio completamente integrato nell'assetto urbanistico preesistente.

Il palazzo probabilmente trae il nome da "Mons citatorius", in quanto si ritiene che i Romani in quella stessa zona svolgessero le assemblee elettorali. La facciata del palazzo segue l'andamento curvo della strada prospiciente e si presenta con un corpo centrale piano e due ali laterali formate a loro volta da due parti ben distinte.

I lavori del palazzo furono interrotti e ripresero solo 20 anni dopo a causa di una lite tra Innocenzo X e il Principe Niccolò Ludovisi (che aveva sposato la nipote del Papa, Costanza Pamphilj). I lavori vennero affidati a un nuovo architetto, Carlo Fontana, che conservò la caratteristica facciata convessa aggiungendovi il campanile a vela e le due porte ai lati dell'ingresso principale. L'edificio divenne sede della Curia Pontificia.

Dopo l'Unità d'Italia, il palazzo fu destinato a ospitare la Camera dei Deputati, cosicché fu necessario intervenire per ampliare la struttura. Il primo intervento, affidato a Paolo Comotto che costruì nel cortile una sala semicircolare, fu a dir poco fallimentare: l'aula era stata costruita nel cortile interno utilizzando un'intelaiatura in ferro ricoperta con una struttura in legno. Dopo qualche tempo fu dichiarata pericolante e chiusa definitivamente nel 1900.

I lavori di ampliamento del palazzo ripresero e fu ingaggiato l'architetto palermitano Ernesto Basile, esponente di primo piano della stagione liberty italiana, che conservò la facciata del Bernini e costruì alle spalle di essa un nuovo edificio caratterizzato da quattro torri. All'interno fu collocata l'attuale aula parlamentare, illuminata da uno straordinario lucernario a ventaglio in stile liberty, il famoso Velario di Giovanni Beltrami. La grande Aula, completamente arredata in legno di quercia, conserva sul soffitto, intorno al grande lucernario decorato, un dipinto su tela di Giulio Aristide Sartorio che rappresenta la Civiltà Italiana e le Virtù del Popolo Italiano.

Tutti gli ambienti sono riccamente arredati con opere d'arte antiche e moderne. All'interno troviamo il grandioso scalone e, fra le varie stanze, il Salone della Lupa, così detto perché custodisce una grande riproduzione della Lupa capitolina: qui nel 1946 fu proclamato l'esito del referendum con la fondazione della Repubblica.

Il grande corridoio che costeggia l'aula viene chiamato il "Transatlantico" per il soffitto ligneo, l'arredamento e le abbondanti decorazioni liberty che ricordano i grandi saloni delle navi di inizio secolo.

Davanti a Palazzo Montecitorio si erge l'obelisco scolpito per il faraone Psammetico II (594-589 a.C.), che vi è raffigurato con l'aspetto di una sfinge sdraiata. L'obelisco, alto 21,79 metri e in granito rosso, originariamente era a Eliopoli, eretto per commemorare le vittorie riportate sugli Etiopi. Fu trasportato a Roma da Augusto e innalzato nel 10 a.C. nel Campo Marzio, nella zona tra l'attuale Piazza di Montecitorio e Piazza di San Lorenzo in Lucina, per servire da braccio indicatore di un enorme orologio solare.