Piazza Vittorio Emanuele II

Al centro dell'Esquilino, quartiere multietnico della capitale, si trova piazza Vittorio Emanuele II. Conosciuta anche come piazza Vittorio, è la piazza più grande di Roma, costruita all'indomani dell'Unità d'Italia, tra il 1882 e il 1887, e dedicata al primo re d'Italia.

Realizzata dall'architetto Gaetano Koch in classico stile umbertino, la piazza ricorda più le piazze torinesi che quelle romane. I palazzoni che la circondano, con le 280 colonne dei portici, furono costruiti come residenze per gli impiegati della burocrazia sabauda.

Il vasto giardino al centro racchiude i resti di un ninfeo romano del III secolo d.C. Di fronte alle rovine si trova la seicentesca Porta Magica, ciò che resta della Villa Palombara, residenza del marchese Massimiliano Savelli Palombara, appassionato di occultismo e di esoterismo. Decorata con simboli alchemici, è al centro di leggende a tema esoterico.

Appartata in un angolo, quasi invisibile e sovrastata da palazzoni, si scorge la chiesa di Sant'Eusebio all'Esquilino, del IV secolo. L'aspetto attuale si deve alla ricostruzione della facciata effettuata nel 1711 da Carlo Stefano Fontana e al rifacimento degli interni ad opera di Niccolò Picconi nel 1759.