I Fori Imperiali costituiscono una serie di cinque piazze monumentali edificate nel corso di un secolo e mezzo, tra il 46 a.C. e il 113 d.C., nel cuore della città di Roma da parte di Giulio Cesare e degli imperatori Augusto, Vespasiano, Nerva e Traiano.
Di essi non fa parte il Foro Romano, conosciuto come Forum Magnum, ossia la vecchia piazza repubblicana, la cui prima sistemazione risale all'età regia (VI secolo a.C.) e che era stato per secoli il centro politico, religioso ed economico della città, senza però avere mai un carattere unitario. L'area archeologica è racchiusa tra i colli Palatino e Campidoglio, il Colosseo e via dei Fori Imperiali.
Anticamente il Foro era un'area paludosa. Solo dalla fine del VII secolo a.C., dopo la costruzione della Cloaca Massima, uno dei primi sistemi fognari del mondo, l'area venne bonificata e fu costruita la piazza di forma rettangolare in un punto centrale della città verso cui convergevano molte importanti strade. La più importante di queste era la Via Sacra, che correva dalle pendici del Campidoglio fino all'Arco di Tito ed è ancora oggi perfettamente visibile.
Alla fine del periodo repubblicano Roma era divenuta la capitale di un vasto impero e l'antico Foro Romano risultava troppo piccolo per soddisfare le funzioni di centro amministrativo e commerciale della città. Fu così che prima Giulio Cesare, nel 54 a.C., e in seguito altri imperatori ampliarono la piazza e arricchirono l'area con nuovi edifici. Silla costruì il Tabularium e intorno alla piazza edificò quattro basiliche per l'amministrazione della giustizia e degli affari: Porcia, Emilia, Sempronia e Opimia. L'unica conservata è la Basilica Emilia, mentre la Porcia e la Sempronia furono sostituite dalla Basilica Giulia, costruita per ordine di Cesare.
Nel 630 papa Onorio I trasformò la Basilica Giulia in chiesa, dedicandola a sant'Adriano ma lasciandole il suo originale ruolo di aula per le assemblee senatoriali, che conservò fino al 1143, quando il Senato si trasferì presso il Palazzo Senatorio al Campidoglio, costruito sui resti del Tabularium.
L'imperatore Tito fece erigere il Tempio di Vespasiano, mentre Antonino Pio edificò il tempio di Antonino e Faustina, inglobato nel Medioevo dalla chiesa di San Lorenzo in Miranda. Tra il 202 e il 203 fu eretto il monumentale Arco di Settimio Severo, dedicato dal Senato all'imperatore Settimio Severo e ai suoi due figli, Caracalla e Geta, per celebrare la vittoria sui Parti.
L'ultimo grande intervento fu realizzato dall'imperatore Massenzio nei primi anni del IV secolo d.C., quando sui resti del Tempio della Pace venne eretto il Tempio dedicato alla memoria del figlio Romolo e l'imponente Basilica sul colle della Velia, che fu l'ultima e la più grande basilica civile del centro monumentale di Roma.
Al 608 risale l'ultimo monumento eretto nei Fori: la Colonna di Foca, posta per ordine del Senato romano in onore dell'imperatore bizantino Foca.
I Palazzi Imperiali del Palatino.
I Palazzi Imperiali di Roma occupano principalmente il colle Palatino, che si affaccia sul Foro Romano. È un imponente complesso di edifici che esprime in modo visibile la potenza e la ricchezza degli imperatori da Augusto (di cui è ancora visibile la residenza, tra le meglio conservate) a Costantino. I palazzi imperiali si compongono di due strutture: quella pubblica (la Domus Flavia, edificata per la gran parte da Domiziano), aperta ai cittadini e agli stranieri, dove si manifestava lo sfarzo e la potenza dell'imperatore, e quella privata dove abitava l'imperatore (la Domus Augustana), in seguito nota col nome di Palatium, da cui derivò il nome del colle.
Sul colle Palatino sorgeva anche il tempio della Magna Mater o di Cibele (Aedes Matris Magnae), antica divinità anatolica, di cui sono stati ritrovati la statua della dea e l'iscrizione sul lato destro della facciata: M(ater) D(eum) M(agna) I(daea).
Sul colle Palatino, inoltre, sono conservati i resti degli insediamenti dell'età del Ferro riferibili al più antico nucleo della città di Roma.