Le origini e il martirio
La Basilica sorge sul luogo che la tradizione indica come la sepoltura dell'apostolo Paolo, a circa tre chilometri dalle Acque Salvie (oggi Tre Fontane), luogo dove il Santo fu decapitato. Paolo, insieme a Pietro, cadde vittima della persecuzione di Nerone seguita al grande incendio di Roma del 64 d.C. La tomba dell'Apostolo, situata esattamente sotto l'altare papale, è da secoli meta di incessanti pellegrinaggi.
Dalle catacombe alla Basilica Costantiniana
A seguito del divieto imposto nel 257 dall’imperatore Valeriano ai cristiani di riunirsi nei cimiteri, le spoglie di Pietro e Paolo furono prudentemente traslate nelle Catacombe di San Sebastiano. Vi rimasero fino all’età costantiniana quando, ottenuta la libertà di culto, tornarono nei rispettivi sepolcri. L'imperatore Costantino fece erigere sulla tomba di Paolo una prima basilica, consacrata il 18 novembre 324 da papa Silvestro I.
Divenuta presto inadeguata per la folla dei fedeli, la chiesa fu ricostruita in forme grandiose nel 391 sotto il regno congiunto di Teodosio I, Arcadio e Valentiniano II. Il progetto, affidato all'architetto Ciriade, prevedeva una struttura a cinque navate sorrette da 80 colonne.
Nei secoli successivi, la Basilica si arricchì di opere straordinarie:
L'Arco Trionfale, restaurato da Galla Placidia e Leone I;
Il rialzamento del transetto sotto Gregorio I per posizionare l'altare sopra la tomba del Santo;
Il Ciborio di Arnolfo di Cambio (1285) e il monumentale Candelabro per il cero pasquale dei Vassalletto (XII secolo).
L'incendio del 1823 e la ricostruzione
Nella notte del 15 luglio 1823, un devastante incendio distrusse gran parte della struttura. Miracolosamente, il transetto e alcuni tesori (il ciborio, l’arco trionfale, il mosaico absidale e il candelabro) si salvarono.
Papa Leone XII ne promosse la ricostruzione con l’enciclica Ad plurimas, raccogliendo offerte da tutto il mondo: lo Zar Nicola I inviò blocchi di malachite e lapislazzuli, mentre il Re d’Egitto Fuad I donò preziose colonne in alabastro.
L'aspetto attuale: Esterno e Interno
Il Quadriportico: Realizzato tra il 1890 e il 1928, ospita al centro la statua di San Paolo di Giuseppe Obici, che raffigura l'Apostolo con la spada (simbolo del martirio) e i libri (simbolo della dottrina).
La Facciata: È decorata da mosaici ottocenteschi che riprendono i motivi del X secolo. Vi sono raffigurati i quattro profeti, l'Agnus Dei con i dodici agnelli e, nel timpano, Cristo benedicente tra Pietro e Paolo.
L'Interno: La pianta a croce latina presenta cinque navate separate da 80 colonne monolitiche in granito. Il pavimento e le pareti sono rivestiti da intricati marmi policromi.
L'Abside: Sopravvissuta all'incendio, ospita il magnifico mosaico veneziano con il Cristo Redentore in trono, affiancato dai santi Pietro, Paolo, Andrea e Luca.