Situato nel cuore del Foro Romano, al di sotto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, il Carcere Mamertino (o Tullianum) è la più antica prigione di Roma.
Per secoli funse da struttura di massima sicurezza per i nemici dello Stato in attesa di esecuzione; il sistema giuridico romano, infatti, non prevedeva la detenzione come pena, ma solo sanzioni pecuniarie, esilio o morte. La sua posizione strategica ai piedi del Campidoglio lo rendeva un severo monito della giustizia dell'Urbe.
La struttura si divide in due livelli: il più profondo, il Tullianum, risale all'età arcaica (VIII-VII sec. a.C.), mentre il piano superiore, il Carcer, è di epoca repubblicana. Secondo la tradizione cristiana, qui trascorsero i loro ultimi giorni i Santi Pietro e Paolo.
La leggenda narra che San Pietro, scendendo nel Tullianum, batté il capo lasciando un'impronta nella roccia, e che fece scaturire miracolosamente una fonte d'acqua per battezzare i propri carcerieri, Processo e Martiniano. Trasformato in luogo di culto fin dal IV secolo, il sito è oggi parte integrante del complesso monumentale dedicato a San Pietro in Carcere.