Isola Tiberina

L'Isola Tiberina è l'unica isola fluviale nel tratto del Tevere che attraversa Roma. L'isola ha la forma di una barca, è lunga circa 270 metri e larga 67 metri, ed è collegata tramite ponti alle due sponde del fiume fin dall'antichità: il Ponte Cestio verso Trastevere, risalente al 46 a.C., e il Ponte Fabricio in direzione del Ghetto, edificato nel 62 a.C.

Sull'isola, a seguito del diffondersi di una grave pestilenza nella città, venne eretto nel 291 a.C. un grande tempio dedicato al dio Esculapio, il dio greco della medicina. L'area intorno al tempio divenne un luogo destinato alla cura dei malati. L'isola ha conservato nei secoli questa caratteristica di luogo dedicato alla cura dei malati: tutt'oggi sull'isola si trovano l'Ospedale Fatebenefratelli, fondato nel 1584, e l'Ospedale Israelitico.

I resti dell'imponente Tempio di Esculapio sono stati recentemente rinvenuti nei sotterranei della Chiesa di San Bartolomeo all'Isola Tiberina, al di sotto dei livelli più antichi della chiesa. La basilica di San Bartolomeo, risalente all'anno 1000, oggi ospita le memorie e le reliquie dei "nuovi martiri" del XX secolo.

Di fronte all'isola è possibile ammirare i resti dell'antico Ponte Emilio, conosciuto come Ponte Rotto, attribuito a Manlio Emilio Lepido e realizzato intorno al 241 a.C. Fu il primo ponte in muratura di Roma e anche il più lungo. Ebbe una storia travagliata: più di una volta venne spazzato via dalla furia del Tevere e ricostruito. Oggi resta una sola delle tre arcate cinquecentesche dell'ultima ricostruzione, voluta da Papa Gregorio XIII Boncompagni nel 1573 e ricordata da un'iscrizione ben leggibile, oltre che dai bassorilievi con i draghi che richiamano lo stemma papale.

«AVCTORITATE GREGORII XIII PONT. MAX S.P.Q.R. PONTEM SENATORIVM CVIVS FORNICES VETVSTATE COLLAPSOS ET IAMPRIDEM REFECTOS FLVMINIS IMPETVS DENVO DEIECERAT IN PRISTINAM FIRMITATEM AC PVLCHRITVDINEM RESTITVIT ANNO IVBILAEI MDLXXV»
«Per volere di Papa Gregorio XIII, il Comune di Roma nell'anno giubilare 1575 restituì alla primitiva robustezza e bellezza il Ponte Senatorio, i cui fornici, caduti per l'antichità e già in precedenza restaurati, l'impeto del fiume aveva nuovamente abbattuto».